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Un Cavlendario per tutti

20 Dicembre 2013 alle 19:45

Riuscirà il loro eroe ad ammodernare il suo partito? Qualche incertezza Matteo deve nutrirla, se nel giorno dell’intronizzazione divaga e svaga la platea cavalcando gli sfiancati ronzini del diritto di famiglia e dell’immigrazione; e se Enrico si riduce ad attizzarla con un polveroso motto (che in lingua originale suonerebbe: “el PiDi unido jamàs serà vencido”). A buon conto, non si sa mai, i rottami meglio conservarli sotto vetro in direzione, del partito non si butta nulla. Ma attenzione: fosse il partito a cambiare Matteo, anche a una sinistra irriformabile andrebbe il “semper vobiscum” del Cavlendario, sarcastico e inquietante. Da ricordare quasi, noterebbe il Walter cinefilo, quel burbuglio a occhi strabuzzati di Aldo (Fabrizi) a Vittorio (Gassman), nel finale di “C’eravamo tanto amati”: “Nun moro, nun moro…”.

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