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Il Pd di bocca buona: da De Benedetti a Farinetti

19 Dicembre 2013 alle 18:33

Il secondo, al netto dei sogni, delle filosofie, delle innovazioni, delle visioni, dell'entusiasmo, delle buone intenzioni e delle sue capacità, inciampa nella frase chiave, il core del problema:”Per dire: se nel board della mia azienda avessi persone che la pensano l’una in modo opposto dall'altra io, molto semplicemente, sarei già fallito”. Già, ovvio, scontato: qualsiasi impresa, organizzazione, movimento che vuole crescere e affermarsi, presuppone un AD che comandi. Non so se ha capito, quando uno s’innamora delle proprie idee spesso perde il senso della realtà, che dalle parti della tessera n°1 si rifiuta un AD che possa comandare. Non so se ha capito che, massimamente da sinistra e in Italia, questo è un must irrinunciabile. Vale anche per gli imprenditori enogastronomici. Non solo, può, se vuole, informarsi da Romano Prodi.

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