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Questo è un paese di vecchi

13 Dicembre 2013 alle 13:30

Ho letto, e condiviso ciò che ieri ha scritto Ritanna Armeni. I vecchi, quelli che non pensano di esserlo, vogliono vivere questa stagione della vita come se non lo fossero. Si sottopongono a fatiche fisiche facendo ginnastica, corsa, diete e si vestono talvolta in modo ridicolo. Essere giovani non è ne' merito ne' demerito. Appartiene al nostro percorso di vita. Neonati, bambini, giovinetti, ragazzi, uomini che, perdurando la loro vita ne incrociano i diversi stadi. Per arrivare, poi, alla fine di un ciclo comune a tutti. Accettare di essere vecchi non significa rinunciare a vivere. E' capire che ci deve muovere in modo diverso. Più consono a ciò che siamo. Non è vero che la vecchiaia significa saggezza. Molte volte porta, e comporta, atteggiamenti d'invidia, di critica feroce, di non comprensione verso i tanti che sono più giovani. E che, come tali, sono la rappresentazione di quello che siamo stati. In epoche ed in contesti diversi. Io non mi sento turbata dal fatto che i giovani vogliano farsi avanti e cercare uno spazio che è stato nostro e che tale riteniamo debba esserlo per sempre. Anche per loro arriverà la vecchiaia. E il ciclo ricomincerà. Certo che il valore delle persone non lo si misura con l'età che hanno. Ma, alla fine, sono pochi coloro che meritano l'ammirazione ed il rispetto di tutti per quello che hanno rappresentato e rappresenteranno anche dopo la loro morte. E mi sono meravigliata nel leggere alcune osservazioni un po' velenosette proprio sul Foglio. Per me il valore della vecchiaia è l'accettarsi e cercare di condividere con se stessi e con gli altri un passaggio della vita. Magari sorridendo alla gioventù che ci circonda. Nella memoria di come eravamo.

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