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Nuovi blocchi sociali emergono: riformisti a loro insaputa (forse)

11 Dicembre 2013 alle 11:30

Quando il blocco sociale che tifa (perché vive di) “conservazione” dello status quo scende in piazza - a Genova come a Firenze, solo per citarne le ultime performance - a celebrare la rituale mobilitazione generale in difesa del proprio preteso diritto a che nulla cambi ed ottiene il congelamento delle situazioni in atto - a Genova come a Firenze, solo per citarne le ultime performance – il residuale blocco sociale di chi è fuori dal sistema corporativo e consociativo del riformismo immobile si incazza di brutto. Non so se i camionisti che stanno bloccando il paese abbiano avuto modo di elaborare la convinzione che l’attuale crisi e la conseguente cosiddetta “decrescita” altro non sia che il punto di congiunzione tra la minima incentivazione a darsi da fare e la massima incentivazione a lasciarsi mantenere dagli altri e che pertanto urge contrastare il blocco sociale della conservazione dello status quo ed invertirne la rotta ad ogni costo. E che pertanto la attuale protesta va bel al di là di una difesa specifica delle proprie prerogative. Le sprezzanti reazioni del “sistema” istituzionale, sindacale e dell’informazione, confermano intanto che loro, i maggiorenti, l’hanno ben capito. E sono nel panico.

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