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Il Presidente prenda atto

9 Dicembre 2013 alle 19:00

Il Pd che affronterà la prossima campagna elettorale non potrà portarsi dietro tutte le nostalgie e i rimpianti e le illusioni e le articolazioni sociali e la fede nella rivoluzione proletaria e la visione della lotta di classe e il solito nemico da abbattere e il rifiuto ideologico alla pacificazione e il dogma fallace dell’uguaglianza a tutti i costi, dottrinariamente intesa come esproprio proletario, ecc ecc. Se ne faccia una ragione, ma non solo lui: con ingredienti usati finora e rigidamente consequenziali, non si crea ricchezza, lavoro e tantomeno si esce dalla crisi economica, sciolga le Camere prima possibile, il giorno dopo l’approvazione della legge elettorale. Dobbiamo mettere alla prova l'intelligenza degli elettori, contando che siano disintossicati dai fumi dell’oppio e dell’incenso. I primi segnali non sono incoraggianti: il gran sacerdote Ezio Mauro scrive:”Il dovere di cambiare rispettando la storia”, chiaro no? Padellaro incalza:”Tanti nemici sono pronti a fargli la festa”. Poiché sono tutti a sinistra e dintorni, i suoi nemici, è altrettanto chiaro, no?

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