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Qui terzo mondo

3 Dicembre 2013 alle 16:30

Periodicamente ci si accorge che, oggi i cinesi, ieri i soliti africani e maghrebini vivono in Italia come fossero nel loro paese d’origine. Lo sanno tutti e non da oggi, basta vedere le differenze di trattamento su una qualunque linea di autobus in ogni città italiana. Se uno dei nostri figli fa il furbo e viaggia senza biglietto, giustamente, il genitore paga la multa. Non così per gli Africani e tutti gli altri. Ma queste sono quisquilie rispetto a problemi gravi, fuori controllo da troppi decenni. Resto sempre perplesso come la stragrande maggioranza della stampa e dei mezzi busti televisivi, tratta l’argomento. Uno a caso, Mentana. Sui fatti di Prato esprime il solito rammarico-dolore. La solita tragedia trattata come un fatto quasi isolato. Probabilmente vive in Svizzera, è falso come Giuda o ha sbagliato mestiere. Lui come tantissimi altri. Di cosa succedeva a Prato lo sapevo da molto tempo, io che vivo da un'altra parte. Nella mia città fatti del genere, senza vittime, sono già accaduti: schiavi e schiave in angusti capannoni a lavorare per un tozzo di pane. Chieda Mentana a qualunque cittadino italiano, non residente in Svizzera come lui, cosa accade per le strade. Non abbiamo bisogno di telegiornali di cartapesta, la verità già la conosciamo. Cordialmente dal terzo mondo, un tempo Europa.

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