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"Comici"

2 Dicembre 2013 alle 15:00

Un tempo, sfruttandone al meglio i facili spunti di ironia, i comici attingevano a piene mani nella contrapposizione tra paese legale e paese reale. Poi è venuta la dittatura del pensiero unico a confondere le cose, a rendere "dramma" la materia di una "commedia": in giro, nel paese reale intendo, nessuno si azzarda a contravvenire in esplicito ai dogmi del mainstream del paese legale, nessuno osa esporsi alla sua Opinione Obbligatoria. Ma ognuno, in cuor suo, vorrebbe gridare al mondo che un papà e una mamma è meglio di due papà o due mamme; che una vigorosa sgridata al figliolo complessato è più educativa di una sessione di sedute psicoanalitiche; che non è obbligatorio essere ricchi per conseguire profitto a scuola; che i vegani mangiano più o meno come le galline; che una metà della popolazione non può mantenere l’altra metà; che i migranti non sono tanto vogliosi di integrarsi e che in ogni caso non si hanno le risorse per sostenerne l’invasione per nulla pacifica; che una mozzarella acquistata dal tuo “mozzarellaro” di fiducia è buona anche se non è iper certificata come i cavoletti di Bruxelles venduti da Auchan; che se continuo a prestare danaro a chi non può restituirlo lo perderò… Con il che, se queste cose non si possono gridare, e nemmeno "pensare", non resta che riderci su. Magari nell’incognito di una sala cinematografica. Magari davanti ad un film che non resterà certo nell’universo delle opere sapienziali di tutti i tempi. Perché il buon Zalone (Checco) immagino lo abbia girato per divertire fare soldi. Come un tempo amava fare un suo collega genovese. Che però, poi, pensò di dover cambiare il mondo. E non fece ridere più nessuno...(superato in questo, anche da serissimi scienziati ed esperti: quelli che - non in una gag cabarettistica - hanno teorizzato che le puzzette delle mucche possano essere in qualche modo di danno per l’ozono).

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