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Bassanini in Vaticano

29 Novembre 2013 alle 10:45

Il Santo Padre venuto dalla fine del mondo medita su una "conversione" federale del Papato. In sostanza si serve della sua autorità per smembrare il governo della Chiesa e affidarlo ai carrozzoni burocratici delle conferenze episcopali nazionali. Luoghi dove, al di là di qualche partita a tressette o burraco (che fa molto cardinal chic), mentre un anziano arcivescovo proclama mensilmente un vibrante discorso carico di pathos morale, si stenta a concepire una visione universale del Cattolicesimo. Ed è oltremodo geniale questo monarca eletto da una rispettabile oligarchia gerontocratica che fa uso dei suoi poteri non per unire, ma per dividere. Il suo piano d'azione d'altro canto somiglia a quello descritto nell'incipit del Faust: "Che alla gente gli passino davanti molte cose, / che se ne possano restare a bocca aperta / e allora avrete il massimo successo, / sarete adoratissimo. / Alla massa va bene soltanto una massa di roba: / chiunque, alla fine, qualcosa per sé ce la trova. / Chi molto dà, dà qualcosa per tutti / e ognuno esce di qui soddisfatto." (vv.91-98). Peccato che Goethe non intendesse riassumere in questi versi il programma di un pontefice, bensì quello - absit iniuria verbis - di un commediante.

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