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Il gattopardesco duello del Pd

25 Novembre 2013 alle 14:45

Un’importante settimana politica si apre, con l’ecco delle reciproche pesanti accuse tra Renzi e D’alema che farebbero immaginare un imminente “redde rationem” in casa Pd. Anche se il “j'accuse” politico mosso dal sindaco toscano a D’Alema non riguarda l’assenza, da troppo tempo, di quel “primato della politica” che in molte situazioni da quelle economiche a quelle giudiziarie avrebbe giovato al Paese; anche se, un timido sussulto, come ha fatto notare Claudio Cerasa, su quei “riflessi lenti” per non dire talvolta “assenti” sul garantismo dalla “gauche” italiana, da parte di Renzi c’è stato. Ma reggerà? o la “substantia” del Pd tornerà ad emergere già mercoledì al Senato dove tutti gli strali di questi giorni, come diceva Orazio, saranno solo “sunt verba et voces” e magicamente cesseranno nuovamente? E su “cosa” sono sempre unanimemente concordi è inutile dirlo. Si dice che il tempo sia buon giudice e mette in chiaro i meriti o demeriti di tutti gli uomini. Ma medio tempore quanto non guasterebbe, di certo con un po’ di malizia da parte mia, ricordare Bertrand Russell e al suo: “Non vorrei mai morire per le mie idee, perché potrebbero essere sbagliate”.

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