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Arrigo Benedetti e il vecchio giornalismo

19 Novembre 2013 alle 16:15

Anche se la politica impazza, una volta tanto mi soffermo su giornalismo e cultura. A darmi lo spunto le due paginate di Carlo Gregoretti dedicate ad Arrigo Benedetti. Per ragioni anagrafiche, non ho potuto apprezzare il periodo d'oro dei settimanali italiani negli anni 50. Una stagione da rivalutare e prendere in considerazione, anche se ci troviamo in presenza del dilagare di Internet. La qualità infatti paga sempre e la classe dirigente e non ha sempre bisogno di linee guida per affrontare i problemi. Il giornalismo infatti , per quanto mi riguarda non è passatempo e informazione sui fatti, ma una delle leve formative per tutti gli strati della società. L 'Espresso, formato lenzuolo, diretto da Benedetti, sicuramente apparteneva a quell'impostazione del giornalismo, come altri settimanali, tipo "Il Borghese", diretto da Mario Tedeschi, che si trovava sul fronte opposto. Non sempre ho condiviso le posizioni d Benedetti: l'ho apprezzato di più durante la direzione de" Il mondo", formato giornale. Ricordo poi la posizione di Bendetti sull'uscita dei giornali: giudicava sbagliato dare il monopolio dell'informazione alla tv nei giorni tipo la festa del Lavoro, Ferragosto, in occasione di Natale, Pasqua e ultimo dell'anno, come prescrive il contratto giornalistico. E' stata quella di Benedetti una stagione davvero felice del giornalismo, dove tra l'altro non mancavano le polemiche giornalistiche e l'aggettivo "ottimo", dilagante nella stampa italiana attuale e riferito al giudizio di un giornalista di sinistra, centro e destra, era di là da venire.

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