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L'ipocrisia dei pretesi innovatori

14 Novembre 2013 alle 13:30

Alfano e i sedicenti "innovatori" debbono spiegare perché si limitano a una innocua denuncia verbale della "ingiustizia" subita da Berlusconi, mentre non sono disposti a fare nulla di nulla per evitare che si consumi la decadenza dal seggio parlamentare che, come ben sanno, esporrebbe il Cavaliere a nuove aggressioni giudiziarie e, verosimilmente, persino all'arresto da parte delle procure. Se davvero la condanna, e quindi la decadenza, sono un'ingiustizia, perché non pretendere dal partito alleato al governo che cessi di volerne trarre vantaggio politico? Se il PD avesse per davvero a cuore la stabilità politica più degli interessi di bottega, non avrebbe alcun motivo per ostinarsi a volere al più presto la decadenza. La tesi di Letta, a quanto pare pienamente condivisa da Alfano (come dimostra il celebre "cinque" che i due si sono scambiati il 2 ottobre scorso in occasione della fiducia al governo), secondo la quale il sostegno politico da parte del PDL e dello stesso Berlusconi al Governo non avrebbe nulla a che vedere con la decisione (tutta politica), voluta dal PD, di far fuori il leader di uno dei maggiori partiti su cui si basa tale maggioranza, è una sfida al buon senso e alla credulità degli elettori. Passi che sia un esponente del PD a sostenerla. Ma è del tutto inaccettabile che sia sostenuta da esponenti del PDL. A meno che anche loro, opportunisticamente e proditoriamente, vogliano sotto sotto (ma non troppo) trarre profitto della decadenza di Berlusconi dal seggio parlamentare, decadenza che deplorano, ma solo a parole.

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