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Forza Italia e il governo

14 Novembre 2013 alle 12:29

I cosiddetti governativi dovrebbero porsi seriamente la questione della permanenza al governo, per due ordini principali di motivi. Il primo è che questo esecutivo, al di la degli incontri di Letta nelle capitali europee, non sembra produrre niente di significativo per la ripresa dell’economia italiana: a parte la burla degli interventi a pioggia, miseri, miseri, che non spostano niente e non contentano nessuno (meglio un provvedimento unico di qualche spessore con ricadute sulla produttività generale, che so: ammodernamento della rete di telecomunicazione?), ora si assiste alla miriade di emendamenti in ordine sparso e sicuramente anche contraddittori (come minimo) alla ex finanziaria. Ed è inconcepibile che il premier, ma anche il vicepremier, non tenti qualche forma di coordinamento in modo che le modifiche alla legge di stabilità siano concordate da esponenti competenti dei partiti della maggioranza: si ha l’impressione che il governo non abbia una guida. Un motivo già questo per dubitare della sua durata, cui si aggiungono quelli legati alla decadenza di Berlusconi e al travaglio che potrebbe manifestarsi nel PD dopo la nomina di un nuovo segretario non propriamente amato dall’apparato del partito. Vale la pena tentare di puntellare l’esecutivo con pochissimi voti di maggioranza e con un orizzonte temporale limitato a qualche settimana o, al massimo, a qualche mese?

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