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Ignoro ergo sum o l'elogio dell'ignoranza

12 Novembre 2013 alle 17:45

Il Direttore De Tomaso afferma (Gazzetta 10/11) che Renzi sottrae troppo tempo allo studio ed alla lettura. Noi, invece, stiamo dalla parte di Renzi perché, pur essendo stati sempre ubriachi di letture, non siamo riusciti nemmeno a farci eleggere caposcala e anche i Grandi hanno elogiato spesso l’ignoranza. Da Giordano Bruno per il quale l’ignoranza è madre della felicità a Galilei che era dell’avviso che uno meno ne sa più voglia ha di discorrerne, Guiltry assicurava che il poco che sapeva lo doveva alla sua ignoranza e Montaigne definisce l’ignoranza un morbido cuscino per riposarvi una testa ben fatta. Poe ammoniva che l’ignoranza è una benedizione a patto che sia così profonda da non sospettare se stessa (condizione comune a tanti politici), e infine Erich Maria Remarque racconta che il padre gli raccomandava sempre di non perdere la sua ignoranza perché non avrebbe saputo come sostituirla.

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