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Chi ha il potere in Italia?

11 Novembre 2013 alle 18:00

Quando leggo che il PDL - pur di non far cadere questo governo (e dunque di non perdere la famigerata poltrona) - ormai propone (si badi, propone, non accetta) emendamenti alla finanziaria che si sostanziano in misure pauperistiche e punitive per chi ancora lavora, risparmia e paga tasse in questo paese, capisco che ormai tutta la politica italiana - dunque non più solo il centro-sinistra - ha come unico scopo la disintegrazione del ceto medio con spartizione delle suo spoglie a fini elettoralistici a colpi di elemenosina di stato. Ma quanti voti pensano di prendere questi qui alle prossime elezioni? E a quel punto mi è venuta la folgorazione sulla via di Damasco: non "quanti" ma "in quali regioni" e "in quali categorie" è la domanda giusta. Questi qui hanno capito che la crisi genera poveri e più poveri più gente li voterà se fanno promesse. Che poi fare così distrugga il tessuto produttivo del paese, poco conta: qualcosa da tassare alla fine lo si trova sempre. Una trasmissione televisiva di qualche giorno fa poneva infatti una domanda retorica "chi ha davvero il potere oggi in Italia?" La risposta è semplice: "chi non lavora". Ecco qui - riassunto in tre parole - il solo vero unico problema di questo paese. E - se mi è permessa una vena polemica - vorrei fare una domanda a chi ritiene di essere un elettore di centro-destra: cosa distingue ormai centro destra e centro sinistra? Ossia: se uno non ha mai votato a sinistra per certe ben note ragioni, perchè - se questa è la situazione - dovrebbe votare ora questo centro-destra? Dice bene qualcuno: cupio dissolvi.

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