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Prima di tutto…

8 Novembre 2013 alle 13:00

Nelle more di un cruciale appuntamento politico, quello dell’assemblea nazionale del Pdl, in un Paese dove languono lavoro e diritti, pare volino gli stracci. Il senatore Andrea Augello, ricorre a Brecht, scrive il Foglio, per incoraggiare Alfano citando e parafrasando a suo modo la celebre frase: “Non è il vento dei discorsi (di Berlusconi) che farà muovere i mulini della storia (di Letta)”. Mentre inquieta e non poco, il poeta e senatore Sandro Biondi, sempre accorto e lucido nelle sue analisi, che si esprime allo stesso Foglio così: “Siamo una palla da prendere a calci, siamo il nulla, il vuoto, il niente”. Partigiano spettatore di uno scenario, non proprio edificante mi verrebbe da dire, ed in attesa di un possibile corto circuito o di un preferibile ed auspicabile epilogo ancora tutto da scrivere, mi viene in mente una più opportuna citazione dello stesso Brecht che ho la sensazione suonerebbe meglio e farebbe riflettere di più un po’ tutti in termini di libertà, democrazia e diritti. Scrive, infatti, nel suo apologo: “È venuta la polizia, ha arrestato un comunista ma non mi sono mosso perché tanto quello era comunista; poi hanno arrestato un socialista e io non mi sono mosso perché tanto era un socialista, poi hanno arrestato un ebreo e io non mi sono mosso perché non sono ebreo. Poi hanno arrestato me. Mi sono girato e dietro non c’era più nessuno”. Non so quale vento stia soffiando, non mi pare bello. E la storia, come Brecht fa capire, si scrive sempre dopo. Ma siamo ancora in tempo.

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