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In Parlamento si cambierà

8 Novembre 2013 alle 18:00

La Legge di stabilità, così come proposta dal governo, piace a Obama, piace a Bruxelles, piace alla Bce, piace al Fmi, che la vorrebbe magari un po’ più rigida, piace ai mercati, in Italia non piace a nessuno. Ai sindacati perché non è socialmente orientata - i ricchi non piangono - alla Confindustria perché non aiuta imprese e investimenti, ai partiti, che temono di perdere fondi da usare a discrezione loro, per non parlare dei cittadini ostaggi, come mai? Non difficile, conoscendo i nostri polli, rispondere: si stanno gettando le basi, mediatiche e politiche per una gigantesca manovra di consociativismo italico. La scena del crimine: il Parlamento sovrano e i tavoli del sinedrio. La truffa perenne del consociativismo invece del compromesso. Non sono la stessa cosa: il compromesso è termine politicamente nobile e necessario, ed è, questa la sua sostanza, un punto fermo per andare oltre, il consociativismo invece, è un patto tra privilegi per impedire qualsiasi cambiamento dello status quo. Il trionfo delle oligarchie, degli interessi, delle rendite parassitarie e dei giochi di palazzo.

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