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Cancellieri per tutti

5 Novembre 2013 alle 12:00

Lo so, Giulia Maria Ligresti era imputata di un reato, da lei poi riconosciuto patteggiando, di natura finanziaria, cioè tra i più odiosi e scellerati (almeno da quando una “rispettanda” sentenza ne ha attribuito uno congenere a chi sappiamo); e la sua posizione era ben più grave e definita di un momentaneo fermo di polizia per accertamenti, tipo quella della nipotina di Mubarak. Ma neppure ci deve sfiorare il sospetto che si configuri come concussione l’ “intervento umanitario assolutamente doveroso” dell’amichevolissima ministra. E d’altronde non è volata a farsene garante la Procura di rito sabaudo? Addirittura i dichiaranti, forse un tantino ansiosi di giustificazione, dichiarano troppo. Cancellieri: “non fossi intervenuta, sarei stata responsabile di una morte per anoressia”. Caselli: “l’intervento non ha minimamente influito sulla procedura di scarcerazione, già partita in precedenza”. Mente l’una o mente l’altro? Magari entrambi? A noi, garantisti tutti i giorni e verso tutti, non resta che augurare a ogni detenuto in attesa di giudizio di poter segnalare direttamente alla scrupolosa ministra la propria disagiata condizione: un par di decine di migliaia di pronti interventi come sopra, e oplà vuoi vedere che s’è trovata la soluzione del sovraffollamento delle carceri?

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