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Testimonianza del Presidente

1 Novembre 2013 alle 10:18

Caro Presidente (per tanti giustizieri “re Giorgio”), non si curi dei tanti cialtroni che, offendendo Lei, offendono l'onesta minoranza che apprezza il suo operare, che vuole oggettivamente il bene del Paese. Presidente, non si faccia vincere dalla generosità e continui a battersi con forza (e non con sola personal suasion) per la rifondazione dell'Ordinamento giudiziario, perché la parte sana del Paese vuole la Giustizia sobria e in piena efficienza e non l'attuale mostro che vuole divorare il Paese. Su più vasta scala rimettere ordine nella putrida palude dell'elefantiaco sistema normativo e riformare tutto il sistema penitenziario, che deve essere perfezionato per raggiungere il recupero del reo (che deve finire di scontare la pena solo all'accertamento dello stesso: accertamento teutonico, non all'italiana). I novelli sacerdoti dell'orribile divinità giustizia La vogliono sentire? Ne hanno il diritto? Se sì vengano pure da Lei, ma non gli permetta di esorbitare dalle forme previste. Se no, NO... (senza concessioni! Hanno raggiunto uno strapotere che deve normalizzarsi, non ingrandire). Vorrei assistere alla liberazione della signora giustizia: da solo non può farlo, ma deve guidare la brigata che può farlo e che non riesce (perché composta da politici non attrezzati e distratti dal altri “interessi”.

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