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Passare per la cruna dell'ago (sul futuro del centrodestra)

31 Ottobre 2013 alle 14:20

In questi momenti in cui i giornali dividono il centrodestra tra Falchi e colombe è necessario più che mai "fare politica", cioè proporre valori e scelte coerenti con il programma elettorale, cioè libertà, responsabilità, famiglia e sussidiarietà. Il "fare politica" implica anche prendere atto che la "pacificazione nazionale", che era uno doveva ispirare il governo Letta non è riuscita; forse ciò era prevedibile visto l'antiberlusconismo viscerale di molti. Questa la strategia di "lungo periodo". Nel "breve periodo" vorrei dire ad Alfano ed a tutti i governativi di temere tutti coloro che hanno applaudito al loro essere "diversamente Berlusconiani", secondo il caro adagio "timeo danaos et dona ferentes"; erano gli stessi che applaudivano al "che fai mi cacci" di Gianfranco Fini ed abbiamo visto come è andato a finire. Credo che segare l'albero su cui il centrodestra ha vissuto per vent'anni (Berlusconi) può provocare la caduta di coloro che vi si sono seduti, accompagnata -il se ed il come è tutto da vedere e da dimostrare- dalla nascita di un nuovo arbusto che difficilmente avrà la consistenza dell'albero precedente. Forse non si può trasmettere il carisma, se di carisma si può parlare per Berlusconi (ma questo è un altro discorso), ma certo si può mostrare plasticamente la fedeltà e la lealtà ad un'idea e quindi garantire un ordinato passaggio elettorale; se poi troviamo qualcuno/a di più brillante col "quid", anche senza le primarie, va bene lo stesso.

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