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Anche le colombe hanno le palle (volendo)

29 Ottobre 2013 alle 10:46

Bisognerebbe dirlo ad Angelino Alfano che sembra un po’ troppo timido ed appiattito sulle posizioni del suo capo (nel governo): dovrebbe usare più dialettica per rinforzare questa legge di stabilità e darle una direzione più liberale e orientata maggiormente alla crescita. Muoversi secondo la direttrice del meno stato, meno spesa e meno tasse, rendendo in primo luogo operativa la spesso nominata “cabina di regia” delle cui riunioni, peraltro, non si hanno notizie. E suggerisca immediatamente di evitare il macroscopico errore di confondere le poste patrimoniali del bilancio dello stato con quelle relative all’esercizio: sarebbe madornale che si utilizzassero i ricavi delle privatizzazioni e delle vendite di beni pubblici per fini diversi da quelli dell’abbattimento del debito e in particolare per finanziare spese che dovrebbero essere a carico esclusivamente della fiscalità dello stato. Altrimenti si farebbe la fine del NO-TAV per i quali le risorse pubbliche andrebbero destinate, non alle infrastrutture, ma solo alle case popolari, al riordino del territorio, all’edilizia scolastica. Tutte cose necessarie, ma che purtroppo non rendono il nostro sistema più competitivo e in grado di poter generare maggiore ricchezza, quella ricchezza che, invece, dovrebbe consentire un maggior benessere diffuso, con più posti di lavoro e la possibilità per tutti di procurarsi un alloggio, senza doverlo elemosinare da uno stato invasivo, inefficiente e, alla fine, creatore di povertà. Abbia più coraggio Alfano e vedrà che così anche Brunetta se ne starà più tranquillo!

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