cerca

L’ennesimo “giudizio” sulla giustizia a Berlusconi

24 Ottobre 2013 alle 18:14

Se mi si domandasse quale idea io abbia sulla giustizia, generalmente intesa, o su una sua singola decisione, risponderei che, almeno per me, è inevitabile, prima di ogni possibile valutazione nel merito o in punta di diritto, ammesso che debba o sappia farla congruamente, non soggiacere a quel preliminare ed extra giuridico personale elemento di valutazione: quella sensazione di proporzione delle cose che la vita insegna. Ritengo infatti che la giustizia, forma e sostanza dell’applicazione legale, non dovrebbe escludere o eludere ma bensì includere nella sua statuizione quel comune senso, potremo dire, molto umano, di proporzione che ci viene insegnato quotidianamente dello stesso nostro vivere sociale. Ed in fondo è quel comune buon senso di proporzione tra la realtà e la sua rappresentazione che a volte ci fa percepire il compiersi od il compimento di un’ingiustizia. È questo, sia ben inteso, vale per tutti, sempre e in ogni caso. Ecco, in diverse circostanze, quando il soggetto è Berlusconi, ho la sensazione che il senso della proporzione sia un altro, abbia altre regole o semplicemente forse è difforme dal mio. È una sensazione personale, non oggettiva certo, e vale per quel che vale.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi