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Non siamo innervositi ma indignati

23 Ottobre 2013 alle 10:09

Ho ascoltato un'intervista a Vittorio Feltri che mi ha fatto riflettere. La saggezza della persona ma soprattutto l'intelligenza , il buon senso, il senso civico, il senso di responsabilità e del dovere, il coraggio, la voglia di reagire e di essere propositivi - tutti valori incarnati dallo stesso Feltri che se solo venisse in parte ascoltato e considerato come modello da seguire saremmo già a metà dell'opera - stanno scomparendo in un mondo fatuo, vuoto di ideali, infarcito del più becero senso dell'individualismo che ci fa pensare solo al nostro piccolo orticello e non al bene comune. Nella vita quotidiana possiamo renderci conto di questa tendenza quando ti lamenti in pubblico e nessuno risponde, quando sei al bar e noti la montagna di briciole lasciate cadere a terra senza curarsi dell'ordine e del rispetto altrui, quando tu cittadino senti il dovere di apportare il tuo contributo per cercare di migliorare la realtà ma ti scontri solo con muri di gomma, di omertà o di disinteresse politico, quando vedi vincere il laissez-faire contro l'imposizione di regole da fare rispettare, quando tu cittadino vieni vessato e magari penalizzato con tasse e sovrattasse contro un mondo non equiparato allo status di ognuno, quando si nota come gli anziani vengano lasciati al proprio destino soprattutto se le finanze sono basse e i giovani lasciati senza possibilità di futuro che comprende sia quello dei propri figli che dei propri vecchi. Feltri sostiene di non essere innervosito di fronte a tanto ma semplicemente indignato, e non è poco.

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