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Razza ermafrodita

21 Ottobre 2013 alle 15:45

Piero Marrazzo ha annunciato che prossimamente ritornerà a condurre un programma in televisione: "Razza umana"; se ci si limitasse al suo ritorno con l'astinenza obliosa dalle telecamere proponendosi il ricupero di un professionista prestato alla politica, la cosa potrebbe sembrare anche plausibile, ma nel suo caso non potrà accadere - come con Tortora - che ricomparendo sullo schermo dica: "dove eravamo rimasti?". Il suo vissuto è tanto poco lodevole che non può meritare la restituzione ad integrum, almeno nel ruolo di conduttore pubblico. Alcuni comportamenti umani sono così odiosi da costituire uno stigma a salvaguardia dei giovani e di tutti quelli che potrebbero ricavare incentivo alla devianza sessuale non severamente sanzionata dall'opinione pubblica ( la sanzione pubblica vale solo per Priebke?). La violazione della legge naturale non può essere commutata dalla celebrità (che in Italia è solo televisiva) in un ristoro della fama, che per tale materia viene- invece- sfregiata per sempre. Berlusconi è stato condannato a due anni di interdizione dai pubblici uffici, passati i quali è difficile prevedere che le cose ritornino come prima, anche perché nell'immaginazione pubblica il reato fiscale è presentato come più odioso di quello omo-transessuale (afferente solo alla sfera privata). Una democrazia che non sia etica non ha fondamento, ma l'etica democratica non è quella del codice delle leggi,è quella del Dio ingoiato dalla coscienza, che regola la vita dell'uomo ( che dorma o vegli), quella che tanto piace ai maestrini kantiani di Repubblica e del Fatto. Intanto ognuno provveda a custodire gli occhi e le orecchie dal ritorno dei pentiti e dei ravveduti, lo share non distingue tra fama e infamia, è solo questione di indice di ascolti.

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