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La legge di stabilità. Oggi si scopron le tombe.

15 Ottobre 2013 alle 11:30

I veri riformatori di sinistra e i veri liberali possono lavorare insieme e accordarsi su sintesi condivisibili dai rispettivi elettorati. E’ successo, con successo in altri lidi. Il baco nostrano è che mancano i due soggetti originali. Le nostre parti hanno però un punto culturale e condiviso in comune:la spesa pubblica intesa e praticata come collettore di consensi. Metodo congeniale al nostro modo d'intendere la politica. Il vincere le elezioni, il governare s’identificano con l’avere il controllo e la gestione della stessa. Da qui l’impossibilità, per qualsiasi Parlamento, di ridurre significativamente gli sprechi della PA. Vi dipendono milioni di persone, sparse per ogni lido, fraterne e variopinte e i relativi consensi. Il resto è un manifesto comico scritto ora da una parte ora dall'altra. Da comico diventa tragico quando finiti i soldi per avere credito dobbiamo offrire interessi più elevati. Ovvio, che se non si riesce a produrre ricchezza aggiuntiva il debito e la tensione sociale aumentino. La ricchezza aggiuntiva possono produrla solo le imprese private che, a loro volta, strozzate da tasse, balzelli, imposte, burocrazia e da pregiudizi ideologici che le bollano come affamatrici del popolo, o delocalizzano, o usufruiscono di quel mostro consociativo che è la cassa integrazione, o cercano di salire sul carrozzone della spesa pubblica. Ai più grandi riesce, ai piccoli solo in minima parte. I sindacati non hanno mai contribuito a creare un posto di lavoro che sia uno, al di fuori del ricorso alla spesa pubblica. Il cerchio si chiude, l’agonia continua e la corruzione pure. Sforare il 3% avrebbe un senso se le risorse fossero impiegate esclusivamente per la crescita, invece, la storia ce lo racconta impietosamente, sarebbero inghiottite nel pozzo senza fondo della conservazione dei poteri gestionali e dei consensi. Questo il motivo reale per cui, con noi, l’UE ha il braccino corto e tiene d'occhio le nostre furbe capriole di politica economica.

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