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Dolce, l’Armeni

10 Ottobre 2013 alle 14:55

La sinistra orfana del padre ama Bergoglio perché restituisce dignità al terzo mondo e al lavoro, così afferma la Sig.ra Armeni. Nessuno, nemmeno il Vescovo di Roma può restituire dignità al terzo mondo, che è tale per infinite scelte religiose, politiche e sociali a meno di non considerarli inferiori. Sono quindi loro che devono per primi emanciparsi individuando le cause della loro indigenza morale ed economica. Quanto al lavoro reso dignitoso dalle parole di Bergoglio, penso che incorra in un equivoco. Ci sarà lavoro quando lo stato diminuirà e le tasse caleranno e di molto. Il lavoro in ogni caso, qualunque lavoro, ha già dignità, manca lo stato che non favorisce lo sviluppo per auto mantenersi. Bisognerebbe ridare dignità allo stato, che teoricamente siamo anche noi, ma al punto in cui siamo avanzo molti dubbi. Tuttavia è la dolcezza del suo scritto che mi attrae. Perfino quasi accoglie il cristianesimo anonimo di Karl Rahner, che sicuramente è convergente col pensiero del Vescovo di Roma. Non è sdolcinato, lo scritto, e la nostalgia di un “paradiso perduto” ci accomuna. Per lei magari è il sol dell’avvenire, per me è qualcosa d’altro. Questo scombussolamento che tutti viviamo mi ha portato ad interessarmi alla chiesa Ortodossa. Flirto con greci, bulgari, russi e rumeni. Cosa che non avrei mai immaginato. Com’è strana la vita. Atei che si sentono un poco cristiani e cristiani, probabilmente da pasticceria, che tornano a cercare qualcosa.

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