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Amnistia: il male minore

9 Ottobre 2013 alle 11:45

Napolitano chiede la riforma delle carceri e l'amnistia. meglio tardi che mai. Forse preso alle strette in una situazione di emergenza che non ha precedenti se non quelli della Guerra del Pane in Arabia che ha visto l'Italia subire un'emergenza umana ancora superiore a quella attuale di Lampedusa, un'emergenza subita e combattuta strenuamente ai tempi dal governo Berlusconi e dal valido Ministro degli Interni, Roberto Maroni, che aveva fatto la cosa migliore in assoluto: preso contatti e fatto leggi e accordi internazionali tra i vari Paesi coinvolti e di origine dei clandestini e poi dei profughi libici. Ora ce li scordiamo questi accordi? E la Ue cosa ci sta a fare? Per non parlare poi dell'altro problema di fondo correlato al primo: la rivisitazione del problema giustizia e carceri. Infatti, pare che circa la metà dei detenuti carcerari in Italia siano clandestini e al giorno ci costano migliaia di euro. Clandestini che si sommano ai tanti altri detentuti innocenti presunti colpevoli ancora in attesa di giudizio a causa della lentezza atavica della giurisprudenza italiana che non garantisce processi equi. Nonsense. Eppure, ora si va a scegliere il male minore, l'amnistia, sempre che il Presidente della Repubblica venga ascoltato. Quando invece bisognerebbe andare veramente a fondo al problema e trattarlo come una gigantesca ferita della quale deve essere eliminato tutto il pus per non ritornare piaga. Ma si sa, le politiche di sinistra sono quelle dello stallo e del non fare, del "laissez-faire" pur di non perdere potere e consensi. Questa è l'Italia che nessuno può pretendere di capire, Neppure gli italiani.

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