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Se metti assieme girondini e montagnardi finisci nella Palude

4 Ottobre 2013 alle 11:50

Letta nel suo discorso alle Camere ha evocato la stagione politica, quella del dopoguerra, in cui furono i leader della Democrazia Cristiana (Sturzo, De Gasperi, Dossetti, La Pira, Fanfani) a governare la ricostruzione del paese. Il Presidente del Consiglio legittima la sua (nuova) maggioranza facendo passare nella cuna dell’impasse parlamentare, provocata da Silvio Berlusconi, l’equazione DC al governo – stabilità - ripresa economica. Come fu negli anni 50. Dato che della storia non sempre è gravida la consapevolezza dell’opinione pubblica, a Letta basta guardare a ieri per legittimare l’oggi e il domani. Ma, se solo si guarda all’altro ieri, si scopre che la nascita di questa nuova maggioranza corrisponde, più semplicemente, al perpetuarsi di un vizio atavico della politica italiana che affonda le sue origini all’indomani dell’unificazione: il trasformismo. Cavour, Depretis sono gli antesignani di un modo di intendere la rappresentanza parlamentare, e quindi la politica di governo, elitaria e oligarchica. Un Parlamento in cui non sono rappresentati tutti i ceti e tutti i pezzi della società, ma solo una certa parte, l’allora l’embrionale borghesia industriale del Nord e quella latifondista del Sud.

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