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I teneroni

2 Ottobre 2013 alle 11:15

Lo so cosa significa intenerimento verso Papa Francesco. Ho letto su Facebook uno scambio di commenti (tra non credenti) a proposito di un "buon cristiano" praticante, che ce l'aveva con gli immigrati. In calce al commento c'era riportata una frase "l'ha detto anche Papa Francesco", che ora citano tutti, come fosse una canzone di Vasco. Vengo al dunque: i benpensanti inteneriti da Bergoglio mi fanno tenerezza, perchè dovrei dire loro: ma chi siete voi per giudicare (frase molto apprezzata e liberamente estrapolata dai medesimi non molto tempo fa). Gli stessi, quindi usano le parole di Francesco per distribuire perdono e misericordia a tutti, nonchè per giudicare i cristiani cattivi. Mi permetto di dire che è un po' semplicistico. Avranno una vaga idea di quanto fosse rigoroso il pensiero di Cristo? Non si prendano le frasi del Papa senza considerare il Vangelo, come amano fare gli atei, perchè il mio Dio è infinitamente buono e misericordioso, ma non ebbe paura di cacciare i mercanti dal tempio e soprattutto perdonò, ma disse anche "va' e non peccare più". Il rischio che corre questo Papa è che prendano delle sue parole ciò che piace e le tolgano dal contesto. Il contesto è la Chiesa, piaccia o no, la Chiesa degli ipocriti, dei peccatori, la chiesa di encicliche bellissime scritte da tutti i Papi che non mi sembrano rinnegate dall'ultimo successore di Pietro, la chiesa di quelle persone verso le quali la società con i suoi laici militanti sta dirigendo un'inutile acredine, salvo poi utilizzare a proprio comodo le parole di un Papa, per piegare il suo messaggio a esigenze mondane e non certo spirituali. I teneroni questo non lo capiscono, perchè il Vangelo non lo hanno letto, o ne fanno esegesi "fai da te", men che meno i testi dei Papi. Mi sono già affezionata a Francesco, ma sento un po' di nostalgia per il guerriero Giovanni Paolo e per il filosofo Benedetto.

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