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Intervista di Papa Bergoglio

21 Settembre 2013 alle 10:00

Papa Bergoglio afferma che “la chiesa è come un ospedale da campo dopo la battaglia”, senza tuttavia spiegare con chiarezza cosa sia questa battaglia; solo capendolo si può dare un senso alle sue parole e fare giustizia del suo presunto relativismo. Per capire la battaglia di Bergoglio credo non si possa prescindere da alcune sue affermazioni: “io sono vicino alla corrente mistica” della Compagnia di Gesù, dice, e “le forme di espressione della verità possono essere multiformi” ma “Dio sta da tutte le parti”, “lo si incontra nella brezza leggera avvertita da Elia”. Queste parole mi sembra che dicano: tutto ciò che appare ai nostri occhi muta continuamente ma tutto questo mutamento si fonda sulla presenza costante ed effettiva di Dio, una forza realmente esistente, sebbene nel modo quasi inafferrabile della brezza, con la quale è misticamente possibile entrare in relazione e su cui l’uomo può davvero fare affidamento. La battaglia è perciò quella per convincere gli uomini dell’esistenza reale di Dio, una lotta che, ad occhio e croce, sembrerebbe ormai persa in partenza: quanti possono dire di conoscere il Dio vivente? E chi ancora lo cerca in quanto effettivo ed esistente? Sono proprio la disperazione, nonostante Bergoglio la affronti con speranza, e la centralità di questa lotta a giustificare che tutto ciò che ad essa non è essenziale sia momentaneamente messo in disparte e quindi, in un certo senso, relativizzato.

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