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Relativismo vs Probabilismo

17 Settembre 2013 alle 14:30

Il relativismo combattuto da Benedetto XVI ha trovato la via regia per imporsi con il probabilismo di papa Francesco. Il riduzionismo del peccato alla coscienza è una estrapolazione della teologia morale gesuitica del'600. La casistica riducendo tutto a "casi di coscienza" non può dogmatizzare sul peccato, che va valutato secondo tempi, circostanze e modi, cosicché si finisce spesso per allearsi col peccatore piuttosto che liberarlo dal peccato. Credevamo che Pascal con la sottigliezza geniale delle sue "Provinciali" avesse scarnificato per sempre tale "inciucio" con il mondo, ma ora esso ritorna nel consiglio che papa Francesco dà ai parroci romani di accogliere i conviventi, fatta salva la verità, che non è tutta "riducibile alle definizioni del dogma". Sulla morale non si può dogmatizzare, quindi anche quello che il catechismo prescrive circa i rapporti prematrimoniali, il divorzio, la castità, sono consigli pastorali su cui non v'è precetto o peccato grave; ove la coscienza prema, una lisciatina in confessionale e tutto è risolto. Forse è questa la ragione che fa il papa con il suo lassismo gesuitico così popolare, un vero rivoluzionario atteso per i tempi moderni, ben lontani da quelli dei Santi Padri. Abbiamo appreso nella nostra giovinezza che i dogmi sono la consummazione della Verità, ora apprendiamo che la verità non è tutta nella definizione dogmatica...Siamo al "così è se vi pare", papa Bergoglio invita tutti i cristiani a correggerlo se sbaglia, da buon democratico latino- americano fa todos caballeros, ma noi dove andremo a estinguere la nostra sete? Se la verità morale non è contenuta nella definizione dei dogmi, il cristianesimo resta senza fondamento.

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