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Il dito medio

17 Settembre 2013 alle 12:30

Gli eletti, in democrazia rappresentativa, la nostra, non hanno vincoli di mandato. Rispondono al popolo e alla loro coscienza. I partiti esauriscono il loro compito con le elezioni. Nei regimi autoritari, nei fascismi, nei comunismi e nelle teocrazie, gli eletti rispondono invece a entità superiori e non al popolo sovrano. Rispondono ad un clero (l’Islam), a un’autorità militare o a un partito. I rappresentanti di caseggiato, famosi nel fascismo nostrano, erano il livello inferiore del sistema di controllo politico. La milizia fascista, la gestapo di Hitler, le guardie rosse di Mao e i più recenti katanga di Mario Capanna furono varianti, più o meno accentuate, della filosofia che oggi vorrebbe imporre Beppe Grillo. Vorrebbe trasformare cioè i rappresentati democraticamente eletti in pedine permanentemente sottoposte alla censura del capo. Non mi stupisco di Grillo che ha la cultura del giullare e la licenza di rendere ridicola anche la faccenda più seria. Che però Pietro Grasso, insigne magistrato e Presidente del Senato, si lasci influenzare da argomentazioni fasciste e non censuri pesantemente chi inventa trucchi (il dito medio) per violare la segretezza del voto, preoccupa molto. Mio padre mi raccontava delle votazioni durante il regime fascista. Dicevano: questa è la buona e questa è la cattiva, riferendosi alle schede. Se uno sceglieva la cattiva erano botte e olio di ricino!

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