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Relativismus

12 Settembre 2013 alle 15:00

La domanda che mi pongo è: quale concezione dell’uomo esprime il Vescovo di Roma? Se le risposte giuste si trovano nella sua coscienza ne deduco che l’umanità, per Francesco, è buona per natura. Natura che è corrotta dalla società ingiusta e dal potere (Rousseau). E’ l’uomo buono che nella sua intrinseca bontà può sondare la coscienza e là trovare ogni risposta. E’ quindi comprensibile il pacifismo assoluto che contraddistingue il recente operato di Francesco. Non è buonismo è credere nella quasi perfezione umana. La concezione millenaria della chiesa ha sempre insegnato che l’uomo è corrotto dal peccato originale e che la verità non alberga in lui o nella sua coscienza, che è una struttura psicologica molto recente. Lo Spirito Santo (la verità) non è dentro di noi, infatti, per non confondere l’ente con l’Essere assoluto la chiesa ha sempre affermato che lo Spirito inabita nell’uomo. Se è questa la chiave interpretativa delle “aperture” di Francesco, significa che nella chiesa è in atto un cambiamento di rotta assolutamente epocale.

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