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Papa Francesco ed Eugenuio Scalfari

12 Settembre 2013 alle 18:00

Papa Francesco ed Eugenio Scalfari, nel loro scambio epistolare, si incontrano sostanzialmente su un punto: "il peccato c'è quando si va contro coscienza". La coscienza... peccato non dicano cosa sia! Il punto non viene approfondito per un semplice motivo: se lo facessero, la frattura tra i due mondi tornerebbe ad apparire insanabile. Perchè per i cristiani la Sapienza ha origine divina, era accanto a Dio quando Egli ha creato il mondo, e l'anima, o, se preferite, appunto la coscienza, è quella facoltà o sostanza che rende possibile accoglierla in sé. Per Scalfari, come per molta filosofia, l'uomo non è la sede in cui Dio, attraverso la Sapienza, prende dimora ma è "animale razionale"; la sapienza, o logos, pur convivendo nella coscienza con l'animalità, ha origine esclusivamente umana. Rispondere alla coscienza ha quindi per i due sapienti un significato completamente diverso e se per Papa Francesco il peccato continua a essere un andare contro Dio, per Scalfari è solamente andare contro sé stesso. Al di là dei toni amichevoli, i due non hanno fatto alcun passo verso una conciliazione delle proprie concezioni.

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