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Difendere la Costituzione? Noblesse oblige!

9 Settembre 2013 alle 14:30

La sinistra del Partito Democratico, già molto impegnata nei suoi travagli interni legati al congresso e alla scelta del nuovo segretario, non ostenta interesse nei confronti né dell’intero pacchetto né di alcuni dei referendum proposti da noi Radicali… eppure si dicono riformisti e democratici… mah! Capisco l’attitudine del PD a inorridire di fronte a tutto ciò che ha toccato il Demone-Silvio ma prendere sottogamba, snobbare – o peggio: dissacrare – delle ineluttabili istanze di riforma di alcuni aspetti della vita civile italiana è un errore di miopia politica che pagherà al prossimo appuntamento elettorale. Che il PD sia da anni ripiegato su se stesso, a discutere di correnti, riassetti, proposte, autoanalisi e auto-da-fè, e ipnotizzato da un anti-berlusconismo ormai diventato non solo cronico ma peggio ancora strategico, è comunque un male per il paese: come si è visto nell’ultimo appuntamento elettorale, non è stato in grado di formulare un piano di proposte per affrontare e risolvere i drammi della nazione allo sbando e ciò ha determinato incertezza nello schieramento politico destinato a guidare il Paese; e di fronte ai drammi sociali si ostina ripetere in maniera monotonica: “la priorità è la riforma della legge elettorale”… “la costituzione va difesa a tutti i costi”… quella stessa costituzione che permette e tutela la abominevole presenza delle “pensioni d’oro” (che in un anno costano a noi italioti circa 14 mld di euro, come due finanziarie), concessa a persone che la maggior parte delle volte non hanno nemmeno versato i contributi; ma se si pensa che il segretario del PD prende circa 18.000 euri al mese tra pensione sindacale e appannaggio parlamentare, allora si capisce tale atteggiamento ed è giusto continuare a sostenere lo status quo: la noblesse oblige!

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