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Ancora sulla "guerra giusta" in Siria

5 Settembre 2013 alle 18:00

Ho letto sul Foglio di ieri un articolo a favore della "guerra giusta". Al di là della disputa sul tema, bisognerebbe preoccuparsi anche di realizzarre una "pace giusta". Diceva Von Clausevitz che la Guerra è la continuazione della politica con altri mezzi. Torniamo allora a parlare di politica ed esaminiamo, con obiettività e realismo, i pro e i contro dell'intervento. Circa l'aspetto morale, in attesa della "pistola fumante" che i servizi segreti americani non hanno ancora divulgato, il quesito dovrebbe essere: "quante vite oggi possiamo salvare con un intervento" ma anche "quanti morti ci saranno prima che la situazione stabilizzi?". Questa triste e banale contabilità è insieme esecizio politico e morale. Altra domanda da farsi è "i futuri governanti saranno migliori degli attuali?" Credo che sia ragionevole avere qualche dubbio. Quesito finale: ma perchè certi presidenti USA ricevono il Nobel per la pace "a prescindere". E' il desiderio di mettere un "santino", ad un Uomo giovane, bello, di colore e di successo? Vedere il mondo con gli "occhiali rosa" dell'ideologia non aiuta ad affrontare la realtà, anzi.

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