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Democrazia non esportabile

28 Agosto 2013 alle 16:15

Dopo numerosi tentativi falliti è evidente che la democrazia non è esportabile. E’ un processo continuo e richiede generazioni su generazioni per germogliare. E’ in esportabile in paesi che non hanno avuto il rinascimento e nemmeno la filosofia o la separazione fra stato e chiesa. Infatti, è, salvo rare eccezioni, un prodotto giudeo-cristiano. A parte il fatto che vi sono già centomila morti (e intervenire prima?) l’intervento umanitario in Siria dove porterebbe? Assad e i suoi eliminati, ma poi chi governerà quel paese? O uno come Assad o gli integralisti islamici. Di nuovo daccapo. Ho l’allergia quando sento parlare, per arrivare a casa nostra, di ONU. Senza ONU non si fa nulla. Balle di un’ipocrisia insopportabile. Bisogna affermare chiaramente che non si vuole intervenire per un motivo a scelta, ma per cortesia basta con l’ONU, che lo sanno anche i sassi, non serve a nulla ed è il paravento di una diplomazia smidollata per dire e non dire. Sarei molto più favorevole ad un attacco preventivo dei siti nucleari iraniani, perché quelli sono un pericolo per noi. Nonostante l’idealismo di fondo, fallimentare, che ha caratterizzato la dottrina Bush, quella dell’azione preventiva resta sempre valida. Si attacca chi è un pericolo o chi ti attacca, il resto è insensato e non risolutivo, vedi Libia. Infine quando i pacifisti e le diplomazie occidentali s’indigneranno per il genocidio di decine di milioni di cristiani, allora potremo ragionare senza veli su cosa è un intervento umanitario.

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