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Scelta civica e l'amnistia

27 Agosto 2013 alle 09:00

Caro professor Monti, a offendere lo stato di diritto e l'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge sono proprio le attuali condizioni delle nostre carceri e il trattamento disumano riservato ai detenuti. L'amnistia appare l'unica misura realistica per far cessare quella che Pannella addita come la "flagranza di reato" in cui versa da tempo lo Stato italiano per la palese violazione non solo di ogni senso di umanità ma di precise norme della nostra Costituzione (art.26, 3°c.) e delle convenzioni internazionali sui diritti dell'uomo. Senza contare le innumerevoli condanne inflitte all'Italia dalla Corte europea e l'inquietante fenomeno delle prescrizioni che fanno cadere nel nulla un numero crescente di processi a favore quasi sempre di persone che dispongono di mezzi e di difese idonee a dilazionare i tempi di una giustizia già di per sé lenta e affaticata. Questa sorta di amnistia clandestina è forse preferibile ad un provvedimento generalizzato di clemenza da adottarsi responsabilmente non solo per salvaguardare la civiltà delle nostre istituzioni ma per por mano finalmente alle necessarie riforme strutturali della giustizia?

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