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Moderato fa rima con frustrato

27 Agosto 2013 alle 21:00

Se c’è una parola che detesto è moderato. Cosa vuol dire? Senza spendere tante parole direi nulla. Essere contro l’immigrazione è moderazione? No. Essere al contrario a favore dell’invasione è moderazione? No. Così per tanti altri aspetti, non secondari, quali i matrimoni fra omosessuali o l’aborto. Essere a favore dell’aborto non è un atto di moderazione come il suo contrario. Reputare i musulmani nemici o fratelli non sono parole che indicano moderazione. Sul piano politico il moderato chi è? Chi mantiene lo stato così com’è non è un moderato è secondo la vulgata uno della casta. Parola anche questa inflazionata, userei la parola parassita-lobbysta perché per mantenere questo stato distruggi con le tasse il lavoro e l’occupazione impoverendo ricchi e poveri. In Italia il moderato non esiste. Esiste un elettorato frustrato, questo sì. Chi è deluso dalla destra chi dalla sinistra. Infatti, Grillo che è tutto meno che un moderato, almeno finora, ha spopolato. Io credo in una netta separazione antropologica fra chi è per mantenere lo stato pletorico o per i matrimoni fra omosessuali e chi è contro. Chi ritiene il tutto un fenomeno culturale (e psicologico) quindi superabile e chi invece ritiene che l’uomo abbia dei limiti imposti dalla sua natura. La civilizzazione è semplicemente un freno agli istinti belluini, non al loro superamento. In soldoni: non si può sparare agli invasori del mediterraneo, ma si possono riaccompagnare da dove sono venuti e possibilmente aiutarli nel loro paese. Non si possono picchiare e nemmeno emarginare gli omosessuali, ma impedirgli di adottare bambini, certamente sì. Ecco forse l’esempio di moderato secondo i canoni vigenti potrebbe essere Casini. Ma è un’eccezione che conferma la regola.

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