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Je suis l'empire à la fin de la décadence

27 Agosto 2013 alle 19:00

Disordinato, irrequieto, imprevedibile, dissoluto, fuori dalle regole: “Decadente”. Chi ne ha costruito questa immagine, quasi mitica, non ha fatto i conti con i “poeti maledetti”:quelli contro i quali l’ invettiva di “decadenti” ribalzò e tornò indietro agli stessi zelanti contemporanei a mo’ di ostentato compiacimento, vessillare sigillo di una battaglia di resistenza dove la gloria è per gli sconfitti piuttosto che per i vincitori. Ora, il Nostro non è Mallarmé, né Rimbaud né tanto meno Boudelaire. Ma, prima di votarne la “decadenza”, innamorati di sé stessi più che di ogni cosa, non vorranno mica i suoi nemici consegnarlo all’immortalità di un Verlaine?

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