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Tutto o niente

26 Agosto 2013 alle 14:30

Sembra ormai certo che l'altra sera ad Arcore, il summit per decidere la linea di condotta da tenere da parte del Pdl, abbia preso la decisione di forzare la mano. Niente patteggiamenti, le colombe hanno perso e la scelta dei falchi è caduta sul "tutto o niente". Una scelta molto rischiosa per una serie innumerevole di ragioni, dal momento economico difficile del paese, alla non compattezza dei big del Pdl, alla stanchezza degli elettori del Pdl nell'assistere al perdurare di una guerra continua del suo leader, stress che in qualche modo pesa sul corpo elettorale che comincia a dubitare della convenienza di seguire il leader a tutti i costi. Insomma i pidiellini sono stufi marci di vedersi sempre in guerra per difendere i problemi di un uomo solo, uomo che oramai è vicino al tramonto ed alla cui innocenza credono oramai in pochi. Non ultimo contano le motivazioni della probabile rottura, oltre l'inagibilità del Cavaliere, infatti che anche le case di super lusso siano esenti dall'Imu non convince assolutamente nessuno, tranne Brunetta, la cui credibilità ha raggiunto livelli bassissimi. In conclusione, in un paese malmesso come il nostro, far cadere il governo per difendere Berlusconi e l'Imu può portare ad una disaffezione estremamente pericolosa per chi ne è la causa.

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