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Pacificazione?

23 Agosto 2013 alle 13:15

La pacificazione, con un centro destra anomalo e incapace di esprimere una leadership oltre Berlusconi, è controproducente. Per la battaglia c’è solo Silvio Berlusconi capace di segnare punti contro l’avversario. A sinistra per motivi diversi le cose non sono idilliache. Fintanto che il PD ha dieci (non due o tre) anime e continua ad allearsi con gli sfascia tutto come SEL e prima di lui Di Pietro, avrebbe certamente bisogno di pacificazione, ma sembra incapace di realtà. La pacificazione non fornisce alibi a nessuno per agire. Presuppone azioni incisive contro le lobby che comandano più dei partiti. Affrontare il debito pubblico, i tagli alle spese per abbassare le tasse, la riforma della (in)giustizia e la riforma della costituzione sono un tema da giganti, non da nani. Meglio addossare la colpa agli uni o agli altri perpetuando la guerra civile a bassa intensità e galleggiare facendo promesse da marinaio. Guerra che favorisce più la destra che la sinistra, che non è in grado di evolversi dal comunismo di prassi che applica da sempre. Drenare voti a destra per questa sinistra è impossibile. In fondo Grillo è il risultato di questa impasse ed è il terzo incomodo con cui bisogna fare i conti. Il braccio di ferro in atto fra il PD e il PDL sulla vicenda Berlusconi non può prescindere dalla valutazione degli esiti incerti di una campagna elettorale a breve. Potremmo avere, almeno alla camera, la vittoria di Grillo. Il gioco del cerino è già cominciato. Non resta che attendere.

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