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Il piacere di parlarsi addosso

20 Agosto 2013 alle 11:00

Non ci possono essere democratici senza repubblicani, conservatori senza laburisti, Cdu senza Spd, Psf senza Ump e così via e da noi, un centrosinistra senza un centrodestra. Binomi logici, l’uno è la ragione dell’esistenza dell’altro e dell’alternanza al governo. Quelli che si strappano i capelli prevedendo la scomparsa del centrodestra, se B. sarà out, in realtà sono terrorizzati dal pensiero della loro possibile scomparsa. Quel'è il tormento? Il rischio che al Governo vada l’altra parte? E allora? In tutto il mondo democratico accade e, quando accade è cosa normale, scontata, fisiologica, tranquillamente banale. Già, ma noi siamo unici, poliedrici, creativi, particolari, più intelligenti e politicamente più maturi del resto del mondo, affamati di pluralismo fecondo, di benaltrismo solidale ecc. La nostra intelligenza ci dice che sarebbe la fine della democrazia se due partiti sommassero l’80% dell’elettorato e poi, magari con la scusa dell'emergenza, si mettessero addirittura insieme. Noi siamo furbi, abbiamo ben chiaro che se succedesse poi avremo la dittatura della maggioranza. Sia mai! Meno male che c’è la provvida Costituzione che vigila amorosamente, accortamente per bloccare ogni tentativo di dittatura. Meno male è possibile che due parlamentari facciano un partito, abbiano finanziamenti pubblici e possano andare in giro a raccogliere seguaci. Meno male che i sindacati, la società civile, i movimenti, le associazioni e frattaglie connesse hanno peso decisivo e valenza politica. Anche se si pesca sempre nella stessa pentola e si rimescolano sempre gli stessi ingredienti, cosa vuol dire? Questa è vera libertà. Tutto il mondo ce la invidia. Ma cosa vuole il Letta Enrico? Spingerci verso un percorso politico culturalmente diverso dal nostro amato, confortevole tratturo? Ma è matto?

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