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Escalation egiziana e quattrini

16 Agosto 2013 alle 12:15

Articolo magistrale quello di Carlo Panella, che ci riconsegna fedelmente il tristissimo futuro dell'Egitto, a meno che fatti nuovi e importanti non sopravverranno. Sull'escalation egiziana - va detto - pesano comunque extra responsabilità finanziarie occidentali. Innanzi tutto il sospetto di un overflow di 10 miliardi di dollari di finanziamenti americani, peraltro sempre negati dall'amministrazione Obama, ai fratelli musulmani. E pesa quella che è la realtà molto più che il sospetto sull'uso che Morsi avrebbe fatto di ogni surplus di denaro acqusito (specie dal cartello dei sostenitori arabi e dal Quatar): andato nell'acquisto del voto della povera gente, beneficiata dalla Fratellanza con pacchi-sopravvivenza mensii, molto più che verso qualsiasi investimento produttivo. Non si devono però scomodare scoop giornalistici falsi e pettegolezzi per cercare di comprendere la parte recitata dall'Europa. Va infatti imputato interamente a Bruxelles l'azzardo di aver improvvidamente beneficiato Morsi con 5,2 miliardi di Euro di crediti agevolati tramite la BEI, assegnati nel novembre 2012, e dell'uso dei quali non vi è oggi più traccia - almeno googlando o yahooando. Del resto le guerre civili si fanno soprattutto con i soldi.

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