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Il gorgo della rappresentatività sindacale

14 Agosto 2013 alle 16:30

Condivido in pieno le considerazioni di Michele Tiraboschi sulla nocività di un intervento legislativo in tema di rappresentatività sindacale. Quasi sessanta anni di confronto tra imprenditori e rappresentanze dei lavoratori in tale clima ci hanno condotto alla situazione attuale. Decenni in cui abbiamo assistito ad interventi a gamba tesa da parte della politica che sono culminati nella nascita di mostri di rappresentanza imprenditoriale quali l’Intersind (la Confindustria della aziende a partecipazione statale), attraverso cui Fanfani veicolò la rappresentanza della aziende IRI e che arrivò ad elaborare uno speciale contratto nazionale dei metalmeccanici per le aziende a partecipazione statale al solo scopo di aprire la strada ai sindacati sulle rivendicazioni economiche pochi mesi prima della scadenza di quello per le aziende private con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti! Per non parlare delle famigerate mediazioni ministeriali che hanno portato al fallimento aziende di ogni settore impoverendo il paese ed il mercato del lavoro. Marchionne per evitare questo meccanismo infernale ha trasferito all’estero da ben due anni il baricentro degli interessi Fiat e la Camusso e Landini se ne facciano una ragione! Lasciare poi in mano ai politici e men che meno ai vari giuslavoristi la eventuale innovazione dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali è un clamoroso errore. I troppi vincoli legati ai contratti collettivi nazionali sono stati stipulati sotto l’influenza di esperti disciplinatamente schierati in regime di pesanti condizionamenti politici. Il negoziato appartiene esclusivamente alle parti in causa. E per favore non si continui a parlare di rivoluzione Marchioniana quando si tratta semplicemente di ricollocare direttamente al centro del tavolo gli interessi delle aziende e dei lavoratori (nonchè il buonsenso)!

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