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Stato di diritto?

13 Agosto 2013 alle 20:00

Di quale “stato di diritto" parlano alcuni esponenti del Pd intervistati dai tg in merito alla decisione che dovrà prendere il Senato su Berlusconi? Non si tratta di difendere per partito preso il leader del Pdl bensì di chiedersi, non è una novità, se siano normali una quarantina di processi e se quest'ultima sentenza di condanna per frode fiscale comminata al primo contribuente italiano sia stata presa in serena coscienza. In un contesto "normale" non ci sarebbe da dire molto, quindi, quando il Pd parla a pappagallo di legalità, di stato di diritto, dovrebbe chiedersi se certi magistrati si considerino legibus solutus, non solo l'ex premier, come dicono. E si domandino i politici di questo partito che cosa facciano concretamente per porre fino a questo squilibrio ridando dignità alla politica, come fecero i padri costituenti con l'immunità, che non significa impunità. Pensano che sia così automatico che lo si debba far decadere da senatore solo perché è stato condannato in via definitiva, togliendogli i diritti politici? E allora perché esiste questa procedura? Basterebbe solo la sentenza o no?

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