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Vita e destino

12 Agosto 2013 alle 17:45

L'ho portato con me in vacanza e l'ho letteralmente divorato, un grazie a Meotti per averne parlato. Perchè è romanzo gigantesco, che ti fa percepire la sofferenza dell'uomo, le sue paure, le sue miserie e le sue debolezze, la sua grandezza, il suo riscatto, la sua rassegnazione, e forse alla fine capisci perchè da tutto quell'orrore siamo riusciti a venirne fuori, ma non lo abbiamo cancellato perchè siamo uomini. Leggerlo è difficile, perchè Grossman è capace di calarti completamente in una realtà che ti è sconosciuta, nelle sue viscere, e dovrebbero leggerlo tutti, perchè oggi abbiamo la presunzione di sapere tutto e di guardare dall'alto in basso quel passato, tutti avvocati dei diritti civili avanza tempo, ma forse senza mai realmente soffrire, realmente rischiare, realmente comprendere la complessità dell'animo umano. Mi ha tanto colpito la figura di Viktor, del fisico che non riesce a combattere un mondo che lo disprezza, che lotta con la sua paura e la sua codardia, più che con gli uomini. Mi ha colpito tanto David, che muore in mezzo a tanti innocenti abbracciato a una sconosciuta. Chissà se lo sappiamo quanto siamo fortunati a non aver visto tutto ciò con i nostri occhi. Chissà se lo sappiamo che non siamo migliori degli uomini che vissero quella stagione tremenda. So però che dovremmo ricordarlo bene ogni giorno, e Grossman vale più di mille libri di storia.

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