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Un magistrato è muto come la legge, sa solo scrivere (?)

7 Agosto 2013 alle 10:04

Il diavolo fa le pentole ma noi i coperchi; chi l'avrebbe immaginato che un ragazzino giornalista, conosciuto dal magistrato ora più noto d'Italia, avrebbe fatto scoppiare il caso più bollente dell'estate in corso, considerata anche la nota dissimulata complicità esistente tra alcuni giornalisti e alcune toghe? A sentire l'audio dell'intervista concessa dal Mattino e messo in onda da tutte le reti, si evince (altri giudicheranno di vizi di diritto) che il dott. Antonio Esposito manca di quella serietà magistrale che (tra)veste con la sua toga. Lasciandosi andare a un linguaggio vernacolato, fa sospettare che le parole di Berlusconi di domenica scorsa siano vere, che molti magistrati siano impiegati a stipendio dello Stato, che hanno svolto un "compitino" in un concorso pubblico e... a considerare i lacerti di lingua che usano (Esposito, Di Pietro, Ingroia), c'è il sospetto che i loro elaborati siano il frutto di plagio (nessuna procura della repubblica può intervenire retroattivamente?). Da ieri possiamo dire che anche la Cassazione ha il suo Schettino, solo meno diffamato dai media, ma la maschera teatrale è la stessa.

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