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Gli Ermellini: che delusione!

7 Agosto 2013 alle 11:30

Ero abituato a pensare che i Presidenti della Suprema Corte di Cassazione, quelli che sulla toga indossano l'ermellino (anche se, in realtà, si tratta di pelle di gatto o di coniglio maculata), quelli che vengono chiamati col titolo di "eccellenza" (anche se è stato da tempo abolito), fossero adusi a parlare con toni aulici, in un italiano forbito e privo di inflessioni dialettali, costellato di citazioni dotte e frasi latine. E invece? E invece, dopo aver ascoltato l'intervista di Sua Eccellenza Esposito al Mattino, che delusione! Mi è crollato addosso tutto un mondo. Un marcato accento napoletano, espressioni dialettali: "chillu llà, chistu ccà, ngoppa qua, abbascio llà". Mi è sembrato di sentire un ambulante dei "quartieri spagnoli". E, subito dopo, la delusione, una riflessione. Se i Supremi Giudici sono così ingenui ed avventati da anticipare in un'intervista le motivazioni di una sentenza che devono essere ancora scritte, se non hanno il coraggio di assumersi la responsabilità delle loro affermazioni dichiarando il falso quando smentiscono di averle rese (ma la registrazione audio l'abbiamo ascoltata tutti e non si presta ad equivoci), come si fa a continuare ad avere fiducia nella Giustizia?

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