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Firenze non ha bisogno del branding. Ha già il carme

31 Luglio 2013 alle 18:00

Gentile Matteo Renzi, voglia accogliere queste poche righe a proposito della sua iniziativa. Non c’è a Firenze sintesi più grande che riassume la sua storia e la sua identità, facendola eterna, dei Sepolcri. I marmi dove veniva quel Vittorio a ispirarsi. I marmi del Foscolo che, prima di Lei, si chiese “Ma perché pria del tempo”. Firenze è i morti di Santa Croce, i cipressi che, dei cimiteri segnalano la presenza, e ne sono mute sentinelle. Firenze è eterna perché come il buon vino, che manco a dirlo fa parte della sua cultura, da sempre e per sempre tramanda sé stessa aggiungendo vino vecchio nella botte che accoglie il mosto novello. U sculicieddu che da fermento. Scusi la chimica putrescente del mio dire, ma così è. E’ grazie al culto della decomposizione delle spoglie mortali dei vivi che sedimentano nel suolo dando linfa e nutrimento che lo spirto guerrier e le idee che quegli stessi vivi hanno affermato in vita danno in eterno stimolo e desiderio a coloro che verranno. Lasci stare il branding, il marketing e il naming. A Firenze non servono logotipi, claims o spot. Le basta il carme del poeta. Che la eterna per quanto abbraccia terre il grande padre Oceano.

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