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Bentornato tra noi

30 Luglio 2013 alle 10:00

Questa continua pretesa di fare l’esegesi alle parole e agli atti di Papa Francesco è un po’ stucchevole. Da tutte le parti si fa a gara per l’alloro del più acuto, profondo, autentico, innovativo, originale commento. L’essenziale è che ciascuno si chieda, se vuole chiederselo, se la settimana brasiliana del Papa gli abbia lasciato dentro, nel suo intimo, qualcosa su cui riflettere, qualcosa che possa aiutarlo nei suoi dubbi e abbia riacceso una speranza smarrita. La risposta è dentro di noi, solo se la vogliamo cogliere. Essere contro la droga e amare i drogati, essere contro l’aborto e amare i nati deformi, essere contro il matrimonio omosessuale e amare anche chi lo pratica, perché tutti siamo potenzialmente peccatori. Questo il vero senso del messaggio evangelico di Papa Francesco che ci rende fratelli. La secolarizzazione, la laicità come unica virtù, il moralismo come metodo e gli interessi materiali e terreni lo respingono. Che poi la Chiesa, o meglio gli uomini che si sono succeduti al suo governo, abbiano le loro colpe, anche gravi, è indubbio. Ma i valori intrinseci del messaggio e dei suoi insegnamenti non avranno mai fine. Papa Francesco lo ha ribadito.

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